

A vent’anni dall’uccisione della giornalista Anna Politkovskaya, i moscoviti hanno deposto fiori davanti alla sua ex abitazione in via Lesnaya, sotto la vigilanza della polizia. Nikolai Rybakov, leader di Yabloko, ha affisso una nuova targa commemorativa, più volte vandalizzata in passato. Gli esecutori materiali furono condannati, ma i mandanti non sono mai stati identificati.
Mi ricorda Bologna: esecutori condannati, mandanti mai trovati. Differenza? Qui persino una targa deve temere i vandali.
Nemtsov, stesso copione: esecutori in cella, mandanti mai nominati. Litvinenko: idem, e la pista russa si arena. Vent’anni dopo, l’unica differenza a Mosca è che i fiori si possono portare — scortati. Non mi consola. Una targa la appende il capo di un partito, non lo Stato. Lo Stato guarda, i mandanti invecchiano in ufficio. La giustizia è cieca, ma solo verso l’alto.



