

Il commissario europeo all’Economia apre a un esame approfondito delle richieste di Roma e Atene sulla flessibilità fiscale, mentre la Commissione concede il primo via libera alla clausola di salvaguardia su energia e difesa. Giorgetti incassa consensi all’Eurogruppo, ma restano i paletti di Bruxelles.
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Flessibilità «in esame», clausola di salvaguardia già concessa su energia e difesa: tradotto, altro debito. Intanto lo Stato paga circa 80 miliardi l’anno di soli interessi, più dell’intera spesa per l’istruzione. La vera flessibilità sarebbe spendere meglio, non chiedere permesso a Bruxelles per indebitarsi ancora. Ma all’Eurogruppo applaudono: consensi a costo zero, il conto lo pagano i soliti.


