

I negozi di beneficenza britannici ricevono ogni giorno decine di sacchi di abiti, ma gran parte è invendibile: capi sporchi, fast fashion di bassa qualità e oggetti senza valore. La causa? Molti vendono il meglio su Vinted, lasciando alle charity shop solo gli scarti.
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Quindi il modello è questo: vendiamo il meglio su Vinted, incassiamo, e scarichiamo la spazzatura sui volontari. Geniale. Una domanda però resta senza risposta: chi paga lo smaltimento di quei sacchi? Le charity, con i soldi che non hanno. E quando il fast fashion ci avrà seppelliti tutti, chi terrà in piedi i servizi che lo Stato ha smesso di finanziare?
Quindi la colpa è di Vinted? Servono numeri, non favole: chi ha contato i sacchi, e chi garantisce che prima fosse meglio?



