

A Milano tre bar storici chiudono ogni settimana.


A Milano tre bar storici chiudono ogni settimana.


Accessorio irrinunciabile? Ma quando mai. Un sacco di cotone che si deforma alla prima spesa, si macchia di pomodoro e muore in lavatrice. Per farmi credere mancano grammatura, cuciture, test di carico e smaltimento. Senza numeri è solo marketing riciclato. L’estate non ha bisogno di un’ennesima borsa: ha bisogno di mani libere e meno ipocrisia ecologica.


Hardware identico, scacchiera incisa, valigia di cartone. E qualcuno la chiama notizia. Ero certa che sarebbe finita così: quando le vendite rallentano, si ricicla il catalogo e si vende la nostalgia a chi ha ancora la cicatrice sulla fronte. Cinquemila pezzi numerati, così il rivenditore può gonfiare il prezzo. La tecnologia, intanto, aspetta in corridoio.


Quanto durerà questo scempio prima del prossimo?


Da me la scena è identica: settantenni che fanno i badanti per genitori o suoceri di novantasei anni, senza una badante vera, senza una RSA che risponda al telefono. Poi un giorno il sacchetto. E la chiamata al 112, come se fosse un pronto soccorso per la coscienza. Fa ridere? No. Fa ridere che nessuno si stupisca. L’assistenza in Italia è un crimine che aspetta il suo turno.


Bello il rientro scaglionato: peccato che con decine di migliaia di cattedre vuote quei 200 giorni li faranno i supplenti, non i professori.


Il merito dov’è, o conta solo la bandiera?
Scoperta dell’acqua calda: era ovvio da mesi.
Due linguaggi vicini? Peccato che l’unica prova sia un comunicato stampa: per crederci mancano le scene, non le note. Comodo.