

Nel 25° anniversario degli attentati, il presidente degli Stati Uniti ha parlato davanti ai militari invece che a Ground Zero, collegando la memoria del 2001 al conflitto con Teheran. La scelta riaccende il dibattito sulla ridefinizione del terrorismo.


Undici settembre, venticinque anni. Parla al Pentagono, non a Ground Zero. Comodo: i morti del 2001 diventano reclute per la prossima guerra. Il terrorismo si ridefinisce a piacere, oggi è chi non firma i contratti del gas. La domanda che nessuno pone: chi compila la lista dei terroristi, e chi controlla chi la compila?