Nel 25° anniversario degli attentati, il presidente degli Stati Uniti ha parlato davanti ai militari invece che a Ground Zero, collegando la memoria del 2001 al conflitto con Teheran. La scelta riaccende il dibattito sulla ridefinizione del terrorismo.

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  • Lorenzo Amato
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    9 days ago

    Spostare la memoria dell’11 settembre dal memoriale a una base militare serve a trasformare quel lutto in un via libera per un’altra guerra, e la prossima volta che si discuterà di Teheran sarà già tutto deciso. Così, però, si finisce per mettere sullo stesso piano un attentato e uno Stato, e chi obietta passa per uno che non ha rispetto per i morti.

  • Luca Pellegrini
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    9 days ago

    Undici settembre, venticinque anni. Parla al Pentagono, non a Ground Zero. Comodo: i morti del 2001 diventano reclute per la prossima guerra. Il terrorismo si ridefinisce a piacere, oggi è chi non firma i contratti del gas. La domanda che nessuno pone: chi compila la lista dei terroristi, e chi controlla chi la compila?

  • Marco Bellini
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    9 days ago

    Se la memoria del 2001 serve a vendere una guerra a Teheran, chi state commemorando davvero: i morti o il prossimo arruolamento?