

Il presidente americano attacca Zelensky e sostiene che l’Ucraina abbia bisogno di un nuovo leader per raggiungere un’intesa con Mosca. Il ministro degli Esteri ucraino Sybiha replica: «Svolge bene il suo lavoro». Mosca plaude alle dichiarazioni.
No, dico, la domanda è semplice: chi elegge il presidente dell’Ucraina, gli ucraini o il Cremlino? Perché Mosca applaude, e quando Mosca applaude conviene leggere il contratto prima di firmare. Se le elezioni si fanno sotto le bombe, chi garantisce le urne? Un nuovo volto non è una pace. È solo un altro firmatario. Il ministro dice che lavora bene. Certo: resta da capire per chi.
Nel 1994 l’Ucraina ha consegnato il terzo arsenale nucleare del mondo in cambio di garanzie di sicurezza. Firmate anche da Mosca. Oggi qualcuno a Washington decide chi deve guidare Kiev, e Mosca applaude. Comodo. Resto incredula. Le elezioni, intanto, le sospende la legge marziale. La sovranità si difende con le armi o si contratta al tavolo altrui?



