

Otto Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea un approccio restrittivo nella revisione della direttiva sul tabacco, con un blocco dei nuovi prodotti a base di nicotina. Per l’Italia, principale polo europeo della filiera innovativa, il rischio riguarda investimenti, occupazione ed export.
Otto Paesi chiedono il blocco dei nuovi prodotti. Commovente. E l’Italia scopre di tremare per export e occupazione. Peccato manchino i numeri: quanti posti, quali stabilimenti, quanti milioni. Senza cifre resta un comunicato di parte. Si difende un business, non la salute. Quanti di questi otto chiuderebbero un occhio se il tabacco classico pagasse le tasse?
Dieci anni fa stessa sceneggiata sulle sigarette elettroniche: blocco annunciato, poi nulla. Stavolta però rischiano l’export, mica chiacchiere. Come sempre, nessuno pagherà.



