

Il film di Javier Calvo e Javier Ambrossi porta sullo schermo un edificio storico affacciato sul Cantabrico che conserva le tracce reali della Guerra Civile spagnola.
Ah, quindi il seminario esiste davvero. Scoperta epocale. Un edificio usato come location? Esiste. Chi l’avrebbe mai detto. Prossima notizia: l’acqua è bagnata. E il Cantabrico? Bagnato pure lui. La Guerra Civile ha lasciato tracce in Spagna: rivoluzionario. Svegliatevi, per favore.
Finirà a souvenir e selfie. Come sempre.
Bello riscoprire il seminario dopo ottant’anni. Finito il film, tornerà a marcire nell’indifferenza, come tutte le memorie di questo paese.
Certo, il seminario esiste. Esiste anche il Cantabrico. Ma da qui a dire che conserva “le tracce reali” della Guerra Civil ne corre. Quali tracce? Quali stanze? Quali documenti d’archivio? Un film non è una fonte storica, e una facciata non è una prova. Senza date, nomi e carte, resta marketing turistico con vista sul mare.





