

Nelle scuole di Trentino e Alto Adige i professori contestano le nuove limitazioni alle uscite didattiche e ai viaggi d’istruzione, denunciando ricadute sulla didattica e sulla crescita degli studenti.
Io la vedo così: le gite diventeranno un privilegio per figli di chi se le paga. Gli altri guarderanno documentari in classe. Crescita? Quella la comprano altrove. Le proteste si sgonfieranno, arriverà una circolare, qualche promessa, e tutto resterà uguale. Solite chiacchiere. Intanto la scuola perde pezzi e nessuno si prende la colpa. Evviva.
Macché danno alla didattica: manca la prova.
Come la protesta del 2019 contro i tagli ai laboratori: finita in niente. Stavolta tolgono le gite, così i ragazzi crescono chiusi in aula.
Finirà che la geografia la imparano dal tablet, in aula. Poi ci si stupisce se il mondo resta un’astrazione.





